Modalità ricovero

La Regione Lazio stabilisce che “le attività di riabilitazione intensiva in regime di ricovero ospedaliero sono dirette al recupero di menomazioni e disabilità importanti, modificabili che, in ragione della gravità e della scarsa autonomia, richiedono un elevato impegno diagnostico medico specialistico ad indirizzo riabilitativo e terapeutico comprensivo di interventi multidisciplinari e multiprofessionali intensi che implichino un elevato livello di tutela medico-infermieristica e/o la necessità di utilizzare attrezzature tecnologicamente avanzate”.

L’Istituto prende in carico pazienti che, superata la fase acuta della malattia, hanno la necessità di svolgere un programma di riabilitazione in regime protratto di degenza allo scopo di recuperare il massimo livello di autonomia funzionale possibile e la migliore qualità di vita possibile concessi dalla malattia.

Il ricovero nella nostra struttura è di tipo elettivo e programmato ed è riservato a:

a. pazienti provenienti per trasferimento diretto da reparti ospedalieri per acuti per i quali il medico specialista ospedaliero, sulla base dei criteri stabiliti dalla Regione Lazio, ha posto l’indicazione per il trattamento riabilitativo riscontrando i presupposti per il recupero funzionale. Il medico del reparto ospedaliero da cui il paziente proviene compila il modulo unico di trasferimento delle Regione Lazio, reperibile nella sezione moduli del nostro sito, e inviarlo alla nostra struttura

b. pazienti provenienti da domicilio affetti da patologie cronico-degenerative del sistema nervoso centrale (parkinson, sclerosi multipla, atassia ecc.) o dell’apparato osteo-articolare (artrite reumatoide, malattie diffuse del connettivo con interessamento articolare), che presentano una riacutizzazione. Il medico specialista in riabilitazione dipendente dell’Asl, deve attestare il peggioramento del quadro clinico della patologia e la necessità del trattamento riabilitativo intensivo. La richiesta di ricovero dovrà essere compialta dal medico di famiglia utilizzando il modulo proveniente da domicilio, allegando la prescrizione dello specialista e l’impsgnativa di ricovero ed inviata tramite fax al numero 0773596175  o tramite email info@istitutofranceschini.it

La richiesta di ricovero pervenuta alla nostra struttura, viene sottoposta immediatamente alla valutazione del Responsabile medico tenendo in considerazione i criteri di accesso previsti dalla Regione Lazio.

L’esito della valutazione (accettazione, richiesta di ulteriori chiarimenti, non accettazione), viene comunicato  al reparto ospedaliero che ha fatto la richiesta di trasferimento o telefonicamente al paziente o familairi nel caso di utenti provenienti da domicilio.

In caso di accettazione la proposta viene inserita nella lista di attesa che, generalmente, è di breve durata ed è gestita in modo trasparente in base all’ordine di presentazione della richiesta e alla gravità della patologia.

Per i pazienti provenienti da Ospedale i tempi di attesa sono generalmente di 48/72 ore dalla richiesta.

Per i pazienti provenienti da domicilio il tempo di attesa può essere più lungo.

Il giorno del ricovero il paziente deve presentarsi all’Ufficio Accettazione dell’Istituto munito di:

  • Documento di identità valido (carta di identità, patente, passaporto, ecc.);
  • Tessera sanitaria (S.S.N.) e Codice Fiscale;
  • Documentazione clinica rilasciata dal reparto ospedaliero di provenienza (lettera di dimissione/trasferimento con specifica della diagnosi e della terapia in atto, eventuali referti di accertamenti diagnostici effettuati nel corso del ricovero ecc.);
  • Impegnativa del medico curante in caso di provenienza da domicilio.

Cosa portare

  • Effetti personali strettamente necessari per l’igiene e biancheria personale
  • Tute da ginnastica;
  • Scarpe da tennis con eventuale chiusura a strappo per le attività di palestra
  • Costume da bagno per le attività in piscina, scarpette da piscina e accappatoio (se è prevista idrokinesiterapia).

Cosa non portare

Oggetti di valore, somme rilevanti di denaro, gioielli o carte di credito. All’interno della struttura circolano giornalmente centinaia di persone per cui, nonostante l’attenzione del personale, non è possibile escludere il verificarsi di qualche spiacevole inconveniente. Si raccomanda pertanto di trattenere in camera soltanto piccole somme di denaro e/o oggetti di scarso valore. Il denaro può essere depositato anche presso la Direzione Amministrativa che rilascerà apposita ricevuta, l’Istituto non assume alcuna responsabilità per gli oggetti e per il denaro non depositati. Il paziente è direttamente responsabile della custodia dei propri oggetti personali (cellulare, occhiali, protesi dentarie o acustiche, ecc.).

Dopo l’accettazione amministrativa, il paziente accede al reparto di degenza dove gli operatori preposti all’assistenza gli assegnano la stanza di degenza ed il letto, gli consegnano la “Guida per i Degenti” e gli forniscono tutte le informazioni utili a un primo orientamento in Istituto, sull’organizzazione e sulle modalità di svolgimento delle attività di reparto.
Il paziente viene invitato ad indicare al Caposala e all’Assistente Sociale il nominativo e il recapito telefonico di un proprio familiare o delle persone di fiducia autorizzate a ricevere informazioni sul proprio stato di salute, firmando il “Consenso al trattamento di dati sensibili”. Nel caso in cui l’utente intenda mantenere riservata l’informazione del suo ricovero, deve farlo presente nel momento dell’accettazione in reparto.
La visita di prima accoglienza viene effettuata dal medico in servizio il quale prende visione della documentazione disponibile, procede alla raccolta dell’anamnesi (eventuali allergie a farmaci o materiali) e all’esecuzione dell’esame obiettivo generale e fisiatrico, compila le schede di valutazione prescritte dalla normativa e le altre scale utili per l’inquadramento del caso, dispone il prelievo ematico per gli esami di laboratorio, prescrive gli esami diagnostici strumentali ritenuti necessari, prende atto della terapia farmacologica in corso adottando le modifiche eventualmente necessarie. Fornisce, quindi, le necessarie indicazioni al personale infermieristico per le esigenze assistenziali del paziente e per le cure di eventuali ferite chirurgiche o lesioni da decubito.
L’iter procedurale permette di acquisire elementi utili per la stabilizzazione clinica del paziente e per l’individuazione di possibili ostacoli e/o impedimenti all’espletamento delle attività di riabilitazione.
L’inizio delle attività riabilitative avviene, di norma, il giorno successivo al ricovero, con la definizione interprofessionale del programma riabilitativo. Contestualmente vengono effettuate le consulenze cardiologica, neurologica, ortopedica, urologica e vascolare.
L’equipe multidisciplinare coordinata dal Responsabile medico fisiatra, sulla base dei risultati della valutazione multidimensionale, delle condizioni cliniche riscontrate, delle menomazioni e dei deficit funzionali, delle abilità residue e delle attività recuperabili redige, per ogni paziente, il Progetto Riabilitativo Individuale (PRI), destinato ad accompagnare il paziente dall’inizio alla fine del ricovero.
Le figure professionali che intervengono nel PRI sono il medico fisiatra, l’ortopedico, il caposala e/o infermiere professionale, il fisioterapista, lo psicologo, l’assistente sociale, il logopedista e il terapista occupazionale; all’interno dell’equipe è individuato un terapista della riabilitazione di riferimento a quale il paziente viene affidato.
L’obiettivo del progetto riabilitativo è il recupero funzionale al miglior livello d’autonomia possibile compatibilmente con il danno e le menomazioni determinate dalla patologia. Il PRI non è uguale per tutti ed è condizionato dalla tipologia, dalla gravità della lesione e dalle potenzialità di recupero della persona.
Nel Progetto Riabilitativo Individuale sono indicate le condizioni iniziali, gli obiettivi terapeutici da raggiungere e gli strumenti e le modalità con cui perseguirli (tipologia di prestazioni, numero e durata).
Durante il ricovero il team riabilitativo si riunisce periodicamente per discutere il PRI ed il piano di trattamento fisioterapico che vengono rivalutati e aggiornati costantemente alla luce dei risultati ottenuti e dei problemi emergenti.
Al termine del percorso riabilitativo viene effettuata la valutazione finale dei risultati, attraverso l’utilizzo di indicatori basati su strumenti di misura validati.
E’ importante la condivisione della situazione clinica, il sostegno e la partecipazione attiva da parte dei familiari (percorso di addestramento alla gestione assistenziale e alla cura della persona).

La riabilitazione si svolge durante tutta la giornata e, in base alle diverse patologie e alle specifiche condizioni del singolo paziente, prevede percorsi individuali che alternano momenti diagnostico-terapeutici (visite mediche, esami, terapie, riabilitazione, ecc.) a momenti dedicati al riposo, alla cura della persona e alla socializzazione.
L’attività riabilitativa prevede solitamente due sedute giornaliere (una al mattino e una al pomeriggio) che vengono effettuate presso le palestre attrezzate della struttura o, in casi particolari, direttamente al letto del paziente.
Ad ogni paziente è assegnato un fisioterapista che lo segue durante tutto il percorso di rieducazione e di recupero funzionale e che periodicamente somministra le scale di valutazione che servono a monitorarne i progressi. Il fisioterapista, dopo aver eseguito i trattamenti previsti dal PRI ne conferma l’attuazione, seduta per seduta, apponendo la propria firma sulla scheda di trattamento.
Durante la giornata i pazienti vengono educati dal personale di reparto alla progressiva ripresa dell’autonomia nelle attività della vita quotidiana (ADL).
Durante la degenza è assolutamente vietata l’automisurazione dei parametri vitali attraverso l’utilizzo di strumentazione personale, come ad esempio il glucometro per la misurazione della quantità di glucosio nel sangue.

Il primo colloquio dei medici con il paziente e/o con i familiari, autorizzati dallo stesso, avviene al momento dell’accettazione durante la quale vengono informati delle condizioni riscontrate e delle prospettive di recupero.
I colloqui successivi per informazioni sull’andamento del programma riabilitativo, sull’evoluzione del quadro clinico e sui progressi riabilitativi del degente devono essere prenotati telefonicamente, con almeno un giorno di anticipo presso il personale di portineria.

I medici responsabili dott. Pierpaolo Antonucci ed il dott Tommaso Mattioli ricevono i familiari su appuntamento, telefonando al numero 07735941.

Per informazioni urgenti il medico di reparto avrà cura di contattare i familiari del paziente con sollecitudine.
Le informazioni di ordine sanitario possono essere richieste esclusivamente ai Medici di reparto e solo da parte delle persone che ne hanno il titolo (Reg 679/2016).
Per correttezza deontologica e per rispetto degli obblighi di legge sul segreto professionale, il personale non può fornire informazioni telefoniche su quanto attiene alla salute e comunque alla sfera personale degli ospiti ricoverati.

I rapporti con i medici di medicina generale sono regolamentati dal D.P.R. 314/90 che prevede che il medico di famiglia, qualora lo ritenga opportuno, può accedere presso gli ambienti di ricovero in fase di accettazione, di degenza o di dimissione. L’accesso può essere attivato dal medico di famiglia che concorda con il responsabile di reparto i tempi e i modi di attuazione.
Nel caso in cui il Responsabile del reparto ritenga necessario acquisire ulteriori notizie riguardanti il paziente ricoverato, può mettersi in contatto con il medico di famiglia il quale è impegnato a collaborare fornendo tutti gli elementi utili in suo possesso.

Nel corso del ricovero, non possono essere concessi permessi di uscita, se non in casi eccezionali documentati.

Il trasporto per l’accesso in Istituto e per il ritorno al domicilio, o verso una struttura residenziale, è a carico del paziente. Nel caso in cui, durante il periodo di degenza, si renda necessario il trasferimento urgente verso una struttura ospedaliera per acuti, questo avviene tramite il servizio di urgenza emergenza (118). Quando il trasferimento del paziente è a carico della struttura (es. per consulenze specialistiche, per l’esecuzione di indagini strumentali non effettuabili presso l’Istituto) il trasporto viene assicurato tramite una Associazione accreditata, riconosciuta dall’ASL.